I santini alle Camere
Diventarono presidenti, del Senato e della Camera, quando la politica, con l’acqua alla gola cercò un provvisorio approdo. Pier Luigi Bersani, costretto a sbrogliare la rogna di vincitore a metà delle elezioni nel transeunte, gettò in pasto all’antipolitica due immaginette: l’antimafia, con Pietro Grasso. E l’Italia dei diritti civili, con Laura Boldrini. Diventarono presidenti dunque – seconda e terza carica dello stato – sull’onda del dilettantismo nuovista. Neppure alla bocciofila, quella collaterale alla Casa del Popolo, potevano trovare due candidati così ma andò per come doveva andare: col famoso alto profilo etico e zero risultato politico.

Diventarono presidenti, del Senato e della Camera, quando la politica, con l’acqua alla gola cercò un provvisorio approdo. Pier Luigi Bersani, costretto a sbrogliare la rogna di vincitore a metà delle elezioni nel transeunte, gettò in pasto all’antipolitica due immaginette: l’antimafia, con Pietro Grasso. E l’Italia dei diritti civili, con Laura Boldrini. Diventarono presidenti dunque – seconda e terza carica dello stato – sull’onda del dilettantismo nuovista. Neppure alla bocciofila, quella collaterale alla Casa del Popolo, potevano trovare due candidati così ma andò per come doveva andare: col famoso alto profilo etico e zero risultato politico. Oggi, rispetto a sei mesi fa, la politica pretende un minimo di cose serie rispetto alle fatiche di ogni giorno ed è finita che tutti e due, molto decorativi in verità, risultano figli di nessuno.
Non c’è partito politico, coalizione o governo, infatti, che possa avere sintonia con loro; sono due solitudini cui è dato il compito di amministrare tutto un corredo sentimentale di ammaestramenti morali buoni al più per un battimani. Perfino il presidente della Camera, Boldrini, che per curriculum potrebbe far pendant con Rodotà-tà-tà, è stata attaccata dai deputati cinque stelle. Non le hanno dato tregua, è definitivamente disconosciuta e così, al presidente della Camera che – per curriculum – dovrebbe essere adatta alla estetica poveraccista e tà-tà dei grillini sopravvive l’innocuo Grasso. Ma è solo un ridanciano figlio di nessuno perché, infine, tra un sorriso e una gita all’Acquario di Genova, ha il tempo di prendersela con i nudi. “Nelle ultime settimane una ragazzina di venti anni, ex star della Disney”, ha detto Grasso a un convegno sul femminicidio, “ha deciso di conquistare l’attenzione dei media con un balletto e un video molto provocatori e ad alto contenuto erotico.
In ogni sito di informazione del mondo abbiamo avuto video e gallerie fotografiche, nell’ordine: del balletto, delle imitazioni, delle parodie, delle reazioni e delle curiosità, ognuna di queste corredata da immagini esplicite di adolescenti seminude”. Sembra di sentire il famoso Antonio, nell’interpretazione di Peppino De Filippo. E’ quello “Le tentazioni del dottor Antonio”, celebre episodio di “Boccaccio ’70” firmato da Federico Fellini. Non c’è più Anita Ekberg ma c’è Miley Cyrus. E c’è questa seconda carica dello stato su cui già – per la prossima legislatura – ci sentiamo di fare una facile previsione. Non gli resterà altro che farsi dare un posticino di pronto accomodo dal governatore di Sicilia, Rosario Crocetta. E magari accanto ad Antonio Ingroia. Tra santini, ci si accomoda.